LADRUNCOLO DI UN FIUME


LADRUNCOLO DI UN FIUME!

Era la fine degli anni '80.
In quel periodo lavoravo come assistente ad personam presso la scuola dell'infanzia del quartiere San Giuseppe, a Palazzolo. 
Adoravo, nel periodo primaverile, al termine del lavoro, andare a fare un giro alla Castrina.

Mi piaceva sedermi sul muretto che arginava il fiume, immergere i piedi nell'acqua e starmene lì, sola, a guardare i movimenti delle onde, osservare i pesci, gli insetti, un nido di formiche, i primi germogli e tante altre piccole cose.

A volte mi portavo in borsa un libro e quella era anche l'occasione per leggere, con il viso e gli occhi rivolti al sole che andava via via ad affievolirsi.
Mi piaceva perdermi così!

A proposito di borsa, in quel periodo ne portavo una intrecciata di canapa grezza, di origine africana.
Mi piaceva da morire e poi mi era stata regalata da Loretta, una insegnante, mia collega e soprattutto amica. 
Anche quella volta come facevo di solito, avevo appoggiato la borsa sul muretto, la tenevo al mio fianco.
Ci facevamo compagnia.

Ma ecco che ad un certo punto inavvertitamente la urtai, quella spiccò un piccolo volo e con molta naturalezza si andò a depositare sul pelo dell'acqua. 
E galleggiava, leggera. 
Come fosse una barchetta di carta. 
E iniziò a prendere il largo.

Non mi ricordo come feci a recuperarla!
Certo è, che da quella volta la borsa assunse un colore 'smarrito' e una forma un po' strana.
La cosa che mi colpì è che non si capovolse e non persi nulla del suo contenuto.

Il fiume quella volta tentó di rubarmi la mia bella borsa e un po' della mia pace quotidiana!
Ma ci riuscì solo per un attimo.

(Annalisa Pagani, insegna, fa teatro, gioca coi fiori, abita vicino alla Rosta, una delle sue spiagge preferite)