EDOLO 1 FEBBRAIO


Edolo, 1 febbraio 

Sono arrivato da due giorni, guardo fuori dalla finestra senza sapere cosa cerco, esco di casa per camminare ancora una volta per le vie del mio paese natale. Le stesse vie di sempre, le stesse vie strette e solitarie che non sono mai cambiate negli anni. 
È l'ora di cena, nessuno mi sta aspettando.
Giunto al fiume sosto sul ponticello pedonale, il ponticello nuovo, mi dico. Eppure più di venti anni saranno passati, dalla prima volta che ci ho messo piede.
Osservo le luci isolate delle case nell’oscurità della Costa sopra l’avvolgente luce gialla del paese, ascolto il vociare continuo del fiume sotto la pioggia, il rumore del silenzio sopra il fiume, il picchiettare leggero delle gocce contro l'ombrello blu sulla mia testa.
Tempo da lupi questo, non è per stare a godersi qualche momento di spensieratezza lungo le sponde come facevo da bambino, andando in calzoncini in mezzo all'erba alta che poi faceva prudere le gambe, tirando i sassi nell'acqua, o semplicemente in fannullaggine dormendo con la schiena contro un tronco a terra, sulla secca.

Ora che ritorno in questi luoghi la sensazione che vorrebbe attraversarmi non potrebbe che essere di mancanza e nostalgia, per quello che ritrovo, per quello che non trovo più. 
Sento quasi invidia per il fiume, nel suo essere che non pretende altro che fluire, andare, che non dimentica come sono belli i suoi grembi verdi più a valle, dopo il lago, dove i salici per gioco trattengono il vento, dove i pioppi sornioni stanno ad osservare dall'alto e con sufficienza i pescatori, che in estate si riparano dal sole sotto l'ombra delle fronde.

Ma forse, anche questo, fa solo parte dei miei ricordi.
Il fiume sa bene che tutto quello che è stato è andato scomparendo alla deriva nei giorni. 
Il fiume con forza corre sempre verso un nuovo orizzonte, e mi insegna che posso pensare come lui.

Se faccio attenzione, in mezzo a tutto il rumore e il trambusto che crea sbattendo sulle rocce, non ci sento soltanto un gran fracasso, da qui da queste gole inizia più forte e più alto il suo canto

Qui ci si può togliere la sete dei propri cammini, si può ripartire mettendo la sua lezione in bagagli di speranza.

(David Tognoli, 31 anni, passati quasi tutti sul fiume)