SGUARDO DA EST


Sono nata nel 1967 in una costruzione di Palazzolo chiamata "La fermata", terra di nessuno, perché lì, proprio un quel punto lì, non fai parte di nessun quartiere, non sei di San Pancrazio, né Sgraffigna e nemmeno San Giuseppe.
Noi di quella zona l'Oglio non l'abbiamo mai conosciuto.

Quando da bambina, in estate, mio papà mi portava a fare il bagno non era mai nel fiume, era nella sariola: si partiva dai vecchi lavatoi di via Molinara e si usciva a quelli dei "Tre ponti"
Ma l'Oglio stava sempre lì sotto, silenzioso e sornione...
Non lo sentivi mai, non lo vedevi quasi mai ma sapevi che c'era e qualche volta si incazzava pure.

Una volta alla settimana lo guardavo bene in faccia, quando si prendeva l'auto e si andava verso Mura per andare a trovare i nonni.
Passavamo sopra il Ponte Romano e mi dava l'impressione di essere uno snob arrogante che scorreva veloce perché non vedeva l'ora di buttarsi nel grande Po.

Il mio primo vero bagno nell'Oglio credo di averlo fatto a trent'anni, alla Rosta.
Non sapevo nemmeno che esistesse la Rosta.

Adesso ogni volta che passo sui ponti di Palazzolo e lo ammiro penso che non sia più così arrogante, passa e ci accarezza, ci vuole bene.

Anche noi, che abitiamo lì, vicino alla "terra di nessuno", in fondo gli vogliamo bene.